Le Terme di Caracalla e la Domus Imperiale

Le terme di Caracalla, anche dette “antoniniane” – “Thermae Antoninianae”, edificate dall’imperatore Marco Aurelio Antonino Bassiano, detto Caracallas, sull’Aventino, tra il 212 e il 217 d.c., costituiscono uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali a Roma, ancora conservate per gran parte della loro struttura e libere da edifici moderni.

Come le analoghe costruzioni del II sec., aveva un grande edificio centrale a pianta rettangolare destinato propriamente alle terme, che si sviluppava, come si può ancora vedere, su un unico asse lungo cui si aprivano il caldarium, il tepidarium, il frigidarium e la natatio. Tutte le sale erano rivestite da mosaici e marmi preziosi, in genere di provenienza asiatica e nord africana. Potevano contenere circa 1600 persone e l’alimentazione acquea fu ottenuta da un ramo dell’Acqua Marcia: l’Acqua Antoniniana, acquedotto appositamente costruito nel 212 e potenziato con una nuova sorgente.

Si tratta delle uniche terme di cui si conoscono le parti interrate, che, dopo ampia restaurazione, sono state aperte al pubblico il 23 giugno. La Domus segreta rinvenuta sotto le Terme di Caracalla era incastonata in un’insula (una palazzina a più piani), sullo stile delle abitazioni di Ostia Antica. Non sono giunte notizie sul proprietario. Ciò che è emerso con maggiore chiarezza è l’alto livello della decorazione di questa domus lussuosissima con affreschi che mostrano lo splendore dell’età adrianea, apogeo dell’impero.

Oltre questa straordinaria visita delle terme e della Domus, all’interno del sito archeologico, è possibile fare “un salto nel futuro partendo dal passato”. Grazie ad un progetto promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma e da CoopCulture, è possibile indossare un visore per la realtà virtuale che permette al visitatore di passeggiare tra le terme in 3D, con una prospettiva immersiva che comprende tutto lo spazio circostante. Le ricostruzioni, basate sugli studi condotti negli ultimi trent’anni, permettono di vedere le terme così come le vedevano gli Antichi Romani, con la riproduzione delle statue e delle decorazioni che oggi.