Il Quartiere Coppedè: una perla liberty nel cuore dell’antica Roma

Il Quartiere Coppedè è uno dei posti più caratteristici di Roma. Non si tratta di un vero e proprio quartiere, ma di un complesso di quarantacinque edifici sviluppato intorno a piazza Mincio. La progettazione di questa zona residenziale fu affidata al noto architetto Gino Coppedè nel 1915, che avrebbe dovuto ideare uno spazio adatto ad ospitare gli ambasciatori e l’alta borghesia romana. Dopo la morte dell’architetto, il complesso è stato completato da Paolo Emilio André.

La particolarità di questo “quartiere” sta nella mescolanza di stili architettonici che sfasano dallo stile Liberty all’art Decò con alcuni elementi dell’architettura moderna, neogotica e addirittura medievale, di cui la compresenza è stranamente armoniosa.

Si accede a questo suggestivo luogo tramite uno stravagante arco, riconoscibile per i due balconi sottostanti e per il grande lampadario in ferro battuto. Attraversando l’arco si può leggere una dedica all’architetto padre. Posizionandosi di fronte all’arco principale, si possono notare le altre decorazioni presenti su di esso tra cui la pittura rappresentante la dea Nike e i mosaici raffiguranti delle aquile. La struttura collega due blocchi separati, a pianta triangolare, che insieme costituiscono i Palazzi degli Ambasciatori.

Subito all’ingresso è situata la Fontana delle Rane, famosa perchè si racconta che i Beatles fecero lì il bagno dopo una serata presso il rinomato locale Piper.

I palazzi di Coppedè sono delle vere e proprie opere d’arte, pensati in ogni minimo dettaglio per accontentare i residenti. In particolare, a destra della suddetta fontana c’è il Palazzo del Ragno di cui nome deriva dalla decorazione raffigurante proprio un ragno, simbolo dell’operosità.

Tra le varie abitazioni del complesso spiccano i Villini delle Fate che sono tre strutture asimmetriche decorate con materiali come vetro, marmo, laterizio e terracotta che composti insieme conferiscono alle facciate un aspetto simile al rivestimento in seta ornata da ricami d’oro. Ciascun villino è dedicato a una città: la struttura che si affaccia su via Brenta è dedicata a Venezia, per questo vi è dipinto il leone di S. Marco che lotta con un veliero; il secondo corpo ha come modello di riferimento Roma, come si nota dall’affresco della lupa con i gemelli; il terzo villino che dà su via Aterno 4 è ispirato a Firenze, infatti vi sono presenti le figure di Dante e Petrarca e la curia di S. Maria del Fiore.

Ovviamente ci sono tanti altri palazzi meritevoli di attenzione, per questo durante la passeggiata è meglio non abbassare mai lo sguardo per non perdere i dettagli.

AVVISO

Avvisiamo la gentile clientela che dal giorno

8 al 31 Agosto

il ristorante sarà chiuso per ferie.