Gli Obelischi

Roma è la città che conserva il maggior numero di obelischi al mondo.

A partire dal 30 a.C. i romani vennero a stretto contatto con la civiltà egizia. I conquistatori prelevarono come trofei gli obelischi più belli e li portarono a Roma; probabilmente nell’Urbe arrivarono ad esserci oltre quaranta obelischi egizi.

L’obelisco più piccolo si trova a Piazza della Minerva, noto anche come “il Pulcin della Minerva” che nel dialetto dell’epoca, si intendeva “porcino” in riferimento alle forme ridotte e tondeggianti dell’elefante che lo sorregge. Anche se successivamente, i domenicani vollero che per una maggiore stabilità fosse inserito anche un cubo di sostegno sotto il ventre dell’animale, originariamente il disegno di Gian Lorenzo Bernini prevedeva che il monumento si sostenesse sulle sole zampe dell’elefantino. L’iscrizione sul basamento recita, infatti: «Chiunque qui vede i segni della Sapienza d’Egitto scolpiti sull’obelisco, sorretto dall’elefante, la più forte delle bestie, intenda questo come prova che è necessaria una mente robusta per sostenere una solida sapienza».

Insieme al piccolo obelisco, nel tempio dedicato ad Iside, venne ritrovato anche l’obelisco al Pantheon. Esso risale all’epoca di Ramesse II, portato a Roma da Domiziano e sistemato a decorazione dell’Iseo Campense, tempio dedicato a Iside, insieme a quello della Minerva. È alto 6,34 metri; con la fontana, il basamento e la croce raggiunge i 14,52 metri.

Roma vi sorprenderà anche con i suoi obelischi, così maestosi e così imponenti tanto da diventare punti di riferimento, negli angoli più caratteristici della città.