Le Statue Parlanti come Pasquino

Sapete che a Roma ci sono delle statue parlanti?

Nacquero in epoca pontificia e fungevano da luogo di “dialogo e protesta”. I cittadini, in maniera anonima, appendevano al collo di queste sculture dei cartelli con scritte satiriche, invettive e dialoghi umoristici mirati a deridere vari personaggi pubblici. Di queste statue ce ne sono giunte solo sei:

  • La più famosa è la statua del Pasquino, da cui deriva il termine “pasquinata”, cioè il nome con cui vengono appellati i vari messaggi ed invettive.
  • Er Babuino, un sileno disteso sul fianco di una fontana che venne soprannominato così per la sua bruttezza. La statua entrò sin da subito in competizione con quella del Pasquino, tanto che le frasi satiriche appese al suo collo furono chiamate “babuinate”.
  • Madama Lucrezia che deve il suo nome a Lucrezia d’Alagno, l’amante del re di Napoli Alfonso V di Aragona, a cui l’opera fu donata. La statua fu al centro di alcune manifestazioni popolari romane, che la vedevano ornata con collane d’aglio, peperoncini, cipolle e nastri.
  • Il Facchino, subì la deturpazione del viso per via del berretto e dell’abbigliamento che lo facevano somigliare a Martin Lutero, per questo preso a sassate dai passanti.
  • L’ Abate Luigi che nei secoli è stato più volte decapitato e la testa è frutto di continue sostituzioni. Si narra che i magazzini del Comune conservino casse intere di teste dell’Abate Luigi.
  • Il Marforio, un’ imponente scultura adagiata su un fianco al bordo di una vasca che raffigura una divinità marina o fluviale.

Le Statue Parlanti hanno sempre avuto molto da dire, la prossima volta che tornate a Roma, andate a cercarle!