Il Caravaggio a San Luigi dei Francesi

Tra il Pantheon e Piazza Navona, in pieno centro storico, sorge la chiesa di San Luigi dei Francesi, capolavoro barocco contenente pregevoli opere di famosissimi artisti

La chiesa, oltre che per la sua storia architettonica, si tratta infatti di una struttura voluta da Giulio de’ Medici – futuro papa Clemente VII – ad opera dell’architetto Jean Chenevières; è luogo di interesse storico ed artistico anche per la presenza di tre tele di Caravaggio.

Il pittore decise di introdurre un’innovazione: realizzare delle enormi tele da collocare sulle pareti; la trovata fu un vero successo. Il trittico racconta la vita di San Matteo, raffigurando l’apostolo di Gesù Cristo nei tre momenti più significativi, così come descritta nel Vangelo: la vocazione, il martirio e la scrittura del Vangelo. Le prime due tele si trovano ai lati della cappella, sulle pareti, mentre la terza, realizzata qualche anno dopo rispetto alle altre, è posta sull’altare.

La pala situata sull’altare, che oggi ammiriamo nella Cappella Contarelli, non è quella originariamente realizzata dall’artista. L’opera concepita inizialmente fu rifiutata dalla congregazione perché ritenuta troppo ‘trasgressiva’ rispetto alle regole di decoro dell’epoca. San Matteo, infatti, venne raffigurato come un rozzo popolano semianalfabeta, con le gambe nude, incrociate, a cui l’angelo guida materialmente la mano nello scrivere il Vangelo.

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